Ricetta rossa: dicotomia tra versione cartacea e dematerializzazione

Prof. Mauro M. De Rosa, Dott.ssa Daniela Calzia PhD, Dott.ssa Gaia Bevegni

 

 

 

La ricetta cartacea ‘rossa’ è formalmente ancora valida, ma il suo utilizzo è limitato a situazioni eccezionali, principalmente in caso di indisponibilità dei sistemi informatici o in specifici contesti prescrittivi non ancora pienamente “dematerializzati.” La prescrizione nel SSN è oggi prevalentemente dematerializzata, con la ricetta elettronica (NRE) divenuta lo standard nazionale grazie al Sistema Tessera Sanitaria, che garantisce integrazione dei flussi informativi, tracciabilità e controllo della spesa. La ricetta medica mantiene valore clinico, amministrativo e legale passando dalla storica forma cartacea (“rossa”) a quella digitale.

La dematerializzazione, introdotta nel 2011, ed accelerata durante la pandemia, consente la gestione digitale completa della prescrizione, inclusa l’archiviazione nel Fascicolo Sanitario Elettronico e l’erogazione tramite codice NRE o NRBE per le prescrizioni a pagamento. La ricetta bianca dematerializzata, nata come misura emergenziale nel 2020, è oggi lo standard per i farmaci non rimborsati. Tuttavia, la ricetta cartacea non è formalmente abolita e sopravvive in via residuale in caso di malfunzionamenti del sistema, contesti non completamente digitalizzati, specifiche criticità operative legate a particolari regimi prescrittivi o integrazione incompleta dei sistemi.

 

Premessa

La prescrizione nel SSN è ormai dematerializzata in quanto è in vigore ed obbligatoria la ricetta elettronica, divenuta lo standard nazionale di prescrizione medica.

 

Il sistema TS

Il Sistema Tessera Sanitaria (TS) rappresenta l’infrastruttura digitale nazionale per la gestione delle informazioni sanitarie e amministrative del Servizio Sanitario Nazionale; consente la dematerializzazione delle prescrizioni, la tracciabilità delle prestazioni e il monitoraggio della spesa sanitaria. Attraverso il Sistema TS vengono gestite le ricette elettroniche, i flussi informativi verso il Ministero della Economia e delle Finanze (MEF) ed i sistemi regionali. Il Sistema TS svolge un ruolo centrale nell’integrazione tra medici, farmacie, strutture sanitarie e amministrazioni pubbliche contribuendo a migliorare efficienza, appropriatezza prescrittiva e controllo della spesa.

La ricetta

La ricetta medica è un atto formale con cui il medico prescrive farmaci o prestazioni sanitarie, assumendo valore clinico, amministrativo e legale. Rappresenta lo strumento principale di accesso alle cure nel Servizio Sanitario Nazionale e consente la dispensazione dei farmaci secondo le condizioni di rimborsabilità previste. Oltre alla funzione sanitaria, svolge un ruolo amministrativo fondamentale per il monitoraggio della spesa e dell’appropriatezza prescrittiva attraverso sistemi come la Tessera Sanitaria. La ricetta ha anche valore legale, in quanto documenta la responsabilità del medico e può essere utilizzata in ambito medico-legale. Inoltre, costituisce un supporto per finalità assicurative e per il rimborso delle prestazioni sanitarie. Infine, i dati derivanti dalle prescrizioni contribuiscono all’analisi epidemiologica e alla programmazione delle politiche sanitarie.

Nel tempo, la ricetta rossa è stata standardizzata a livello nazionale con moduli numerati e identificativi univoci per garantire tracciabilità e controllo antifrode. Prevedeva la compilazione manuale e copie multiple per medico, farmacia ed ASL, a supporto dei flussi amministrativi. La distinzione con la ricetta bianca rifletteva anche il diverso regime di rimborsabilità e responsabilità di spesa. Con l’introduzione del Sistema TS, la ricetta rossa è stata progressivamente sostituita dalla versione dematerializzata, mantenendo però la stessa funzione giuridica e sanitaria. Oggi il formato cartaceo sopravvive solo in casi residuali o eccezionali.

 

La ricetta elettronica

La ricetta elettronica è stata introdotta nel 2011, ma ha avuto una forte accelerazione durante la pandemia da Covid-19, estendendosi anche ai farmaci in distribuzione per conto. Il medico compila la prescrizione e la invia al Sistema TS, che genera un codice NRE (o NRBE per farmaci a pagamento) e un promemoria con PIN. La ricetta viene archiviata nel Fascicolo Sanitario Elettronico e può essere ricevuta dal paziente via e-mail, SMS o consultata online.

Per il ritiro del farmaco è sufficiente fornire al farmacista il codice della ricetta NRE ed il codice fiscale. La normativa ha progressivamente ampliato la dematerializzazione anche per i farmaci stupefacenti inseriti nella “Tabella dei medicinali” sezioni B, C, D ed E e, in alcuni casi, della sezione A se destinati alla terapia del dolore secondo il Testo unico sugli stupefacenti (DPR 309/90) e sue successive modifiche. Restano invece escluse le prescrizioni di farmaci della sezione A per usi diversi, che richiedono ancora la ricetta cartacea a ricalco.

 

La ricetta bianca

La ricetta bianca dematerializzata (NRBE) consente la prescrizione elettronica di farmaci a carico del cittadino, senza rimborso SSN. È stata introdotta durante l’emergenza da Covid-19 ed è entrata in vigore nel 2020 con l’Ordinanza della Protezione Civile n. 651 del 19 marzo 2020, che ha consentito l’invio del promemoria via e-mail o SMS. Il suo uso è stato consolidato e reso strutturale con i provvedimenti del MEF e del Ministero della Salute, in continuità con il Sistema TS. Quindi, nasce come misura emergenziale, ma oggi è diventata la modalità ordinaria per le prescrizioni non a carico SSN: il farmacista può erogare il farmaco utilizzando il codice fornito dal paziente, senza la necessità del promemoria cartaceo. Questo sistema ha migliorato l’accessibilità e la tracciabilità anche nel settore privato. Dunque, la NRBE diventa oggi lo standard per la prescrizione non rimborsata.

 

La dematerializzazione è obbligatoria ma la “rossa” ancora sopravvive

Essendo la dematerializzazione della ricetta obbligatoria e sostenuta da leggi e norme, la domanda che ci si pone è se la “rossa” sia ancora in vigore e non ancora formalmente abolita ed inutilizzabile. La risposta è sì, la ricetta rossa cartacea non è formalmente abolita, ma non è più lo strumento ordinario di prescrizione. Proviamo ad analizzare i contesti in cui la “rossa” rimane tuttora in uso.

 

I casi in cui la “rossa” resta in vigore

La ricetta cartacea resta utilizzabile in via residuale, principalmente in questi casi:

  1. malfunzionamento dei sistemi informatici quali blocco del Sistema TS con impossibilità tecnica di emettere NRE che costituisce il caso principale;
  2. contesti particolari o non completamente digitalizzati presenti in alcune strutture (es. ambiti speciali o transitori) o in situazioni organizzative locali;
  3. specifiche tipologie prescrittive che sono presenti in alcuni casi limitati:
  • farmaci con particolari regimi prescrittivi
  • situazioni in cui la normativa non è ancora completamente allineata alla dematerializzazione

Questi casi però sono sempre più rari e destinati ad annullarsi nel tempo.

Analizziamo nel dettaglio queste situazioni, distinguendo tra farmaci e contesti.

 

  1. Farmaci con particolari regimi prescrittivi

Non tutti i farmaci sono esclusi dalla dematerializzazione, ma alcuni presentano ancora criticità o eccezioni. Elenchiamo i casi particolari:

a. Farmaci stupefacenti e psicotropi (DPR 309/90): sono il caso più rilevante. Le categorie dei farmaci cui ci si riferisce sono:

    • oppioidi (es. morfina, ossicodone)
    • benzodiazepine in alcune classi
    • altri psicotropi

In realtà la ricetta dematerializzata è utilizzabile anche per stupefacenti, ma non è ancora universalmente implementata in tutte le Regioni/setting; pertanto, la ricetta cartacea può essere ancora utilizzata in alcuni contesti o in situazioni particolari, che risultano residuali.

b. Farmaci soggetti a piano terapeutico (AIFA o regionale)

Si possono fare alcuni esempi di prodotti per cui si ricorre alla ricetta non dematerializzata:

    • farmaci biologici
    • farmaci innovativi
    • alcune terapie croniche ad alto costo.

La prescrizione risulta spesso legata alla prescrizione che deriva da:

    • piattaforme dedicate
    • registri AIFA

e la motivazione addotta dai prescrittori che non impiegano la dematerializzata è posta in relazione al fatto che questi sistemi o piattaforme non sempre siano integrati perfettamente con la ricetta dematerializzata ed il suo uso non correlato costituirebbe un detrimento informativo importante per tali situazioni.

Da qui la necessità di considerare alcuni possibili passaggi ancora “ibridi” (digitale + cartaceo) proprio per garantire una più corretta attività informativa nei gestionali centrali e/o regionali.

c. Farmaci ospedalieri o distribuzione diretta (DPC/DD)

Si possono fare alcuni esempi:

    • farmaci oncologici
    • farmaci specialistici.

La situazione si può considerare limitata a:

    • prescrizione interna a sistemi aziendali/ospedalieri
    • flussi informatici non compatibili con la ricetta SSN standard dematerializzata.

Quindi anche qui la “ricetta rossa” non è centrale, ma possono esserci ancora flussi non completamente dematerializzati o allineabili.

d. Farmaci con prescrizione limitativa

Si possono fare alcuni esempi tra i quali farmaci:

    • con “prescrizione da parte di centri specialistici”
    • ad “uso limitato a specifiche indicazioni”.

Anche qui possiamo parlare di presenza di una forte componente autorizzativa o di sistemi locali/regionali non sempre uniformi.

 

  1. Situazioni dove la dematerializzazione non è pienamente allineata

Le situazioni possono essere distinte tra:

a) Problemi tecnici / down-time sistemi TS

Si tratta del caso principale rilevato e comunicato ufficialmente e dovuto a:

    • Indisponibilità del Sistema Tessera Sanitaria
    • impossibilità di emissione di NRE

Da qui deriva l’uso legittimo della ricetta cartacea per ottemperare all’obbligatorietà di assistenza farmaceutica improcrastinabile per il paziente

b) Integrazione incompleta tra sistemi

Si tratta di un tema molto importante e reale che comprende:

    • sistemi regionali diversi
    • integrazione incompleta tra:
      • TS e registri AIFA
      • TS e software clinici particolari intraziendali.

Questa mancata o incompleta integrazione genera ancora duplicazioni di ricette o passaggi non totalmente digitali.

c) Prescrizioni in mobilità o fuori rete

Anche in tale ambito risulta utile fare alcuni esempi come la prescrizione in:

    • assistenza domiciliare
    • zone con connettività limitata
    • emergenza.

Dunque, risulta possibile il ricorso al cartaceo con la ricetta “rossa” di cui il medico può legittimamente fruire.

d) Contesti specialistici

Anche in questo caso risulta utile fare alcuni esempi come la prescrizione presso:

    • ambulatori privati accreditati
    • strutture non pienamente integrate nel TS.

e) Farmaci con prescrizione limitativa

Alcuni esempi comprendono la prescrizione:

    • da parte di “centri specialistici”
    • per l’“uso limitato a specifiche indicazioni”.

Anche qui possiamo parlare di presenza di una forte componente autorizzativa o di sistemi locali/regionali non sempre uniformi.

 

In sintesi, si può concludere che non sia corretto dire che “alcuni farmaci richiedono obbligatoriamente ricetta rossa” mentre è più corretto dire che “alcune categorie presentano ancora criticità operative nella piena dematerializzazione”. Quanto sopra esposto può essere messo in evidenza in Figura 1.

 

 

Conclusioni

La dematerializzazione della ricetta rappresenta oggi uno standard consolidato nel SSN, grazie al ruolo centrale del Sistema TS e alla diffusione della prescrizione elettronica. Questo processo ha migliorato tracciabilità, efficienza e controllo della spesa, mantenendo invariato il valore clinico e legale della prescrizione. Tuttavia, persistono alcune criticità operative legate a specifici regimi prescrittivi e alla non completa integrazione dei sistemi digitali. In tale contesto, la ricetta cartacea sopravvive in modo residuale, principalmente per esigenze tecniche o situazioni particolari.

In sintesi, sicuramente non vi è un “divieto assoluto” della ricetta rossa ma si è ancora di fronte ad una transizione quasi completa al digitale, dove:

  • la ricetta rossa diventa eccezione
  • la ricetta elettronica è regola strutturale.

L’evoluzione futura sarà orientata verso una piena integrazione digitale e una progressiva eliminazione delle eccezioni.

 

 

© Copyright Pharmadoc S.r.l. - P.IVA: 05905650965
logo-3mediastudio logo-antworks